Tempo di partenze

Ci hanno tolto anche loro. Due perni, due emblemi degli italiani qui a Brema, due amici semplicemente, fanno le valigie e se ne vanno. Alessio e Luciano hanno scelto due strade diverse, entrambe condivisibili, ma la triste realtà è che non faranno più parte di questo gruppo.

Alessio di Angullara fu uno dei primi colleghi che incontrai al mio arrivo ad Amburgo. “Er Piotta”, o “Il Matto”, come affettuosamente lo chiamavamo, corona il suo sogno patriottico e rientra in Italia per lavorare con Agusta, “La mejo azienda d’Italia”, nella sede di Cascina Costa di Samarate. Non ha mai amato la Germania, che pure gli ha riservato qualche amarezza di troppo, fino a farlo esclamare più volte “So’ venuto qua a famme tirà le sole!”. E per chi si azzardava a tessere le lodi della Germania, aveva pronta la risposta “Schiatta a Brema!”. Il suo fare genuino e spontaneo continuava a sorprendermi dopo quasi due anni. Su di lui si potrebbero raccontare infiniti aneddoti, come quella volta che si presentò alla cassa del supermercato con la buccia della banana che si era mangiato durante la fila oppure quella volta che chiese alla reception dell’albergo una busta per i panini che aveva rubato durante la colazione…ci sarà occasione di rievocarli in futuro. Ci mancheranno sicuramente i suoi attacchi di ira improvvisi e le sue domande imbarazzanti o le sue osservazioni, “Ti sei messo tre volte di fila la stessa maglia!”, così come il fatto di essere sempre disponibile ad aiutare. Probabilmente lo rivedremo ancora da queste parti (solo in visita!), complice il volo Bergamo-Brema, e si narra che l’ostello Paredes sia già in preallarme…

Luciano di Massa ha scelto di abbandonare la noia di un progetto che non vede fine per un nuovo incarico ad Amburgo. La sua parlantina forbita, e non solo, gli era valsa il soprannome de “Il professore”, mentre i suoi maglioni di pregio avevano contribuito a chiamarlo “Dottor Piacenza”. Cresciuto intellettualmente più nella Milano per bene che nella Milano da bere, influenzato dalla cultura transalpina, Luciano faceva dello stile un marchio di fabbrica, riconoscibile sia quando attraversava sicuro l’ufficio, sia quando pedalava con la schiena dritta e la mano in tasca in sella alla sua bicicletta, sia nella sua unica ma apprezzata partita di calcetto. Ma la sua partenza non profuma d’addio: l’esigua distanza che ci separa prelude certamente a nuove occasioni di incontro.
Alla partenza di Luciano e Alessio si aggiunge quella di Bogdan: a lui la società ha offerto una nuova opportunità a Tolosa. Un grande in bocca al lupo a tutti e tre!

I tre partenti durante il party in ufficio

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16 Comments

  1. complimenti per l’improbabile participio presente…”partenti”
    l’arcaico classicismo che c’è in te, camuffato sotto le spoglie di ingegnere, salta fuori in ogni post.

  2. Che tristezza.. meno male che rimane qualcuno a farti compagnia 🙂
    Certo, hai tessuto le lodi di Alessio e Luciano mentre su Bogdan, che oltretutto hai anche offeso pubblicamente, neanche una parola??

  3. se vuoi offendo anche te pubblicamente così siete in due

  4. faccio una premessa, avrei dovuto mettere il post prima, ma il paredes è stato più veloce di me ad aggiornare cmq io lo metto ugualmente,e so già che riceverò una marea di insulti :D:D:D:D

    ABBANDONO DI UN LIBERCOLO

    Vita breve il libercolo ha avuto,
    cagion dovuta
    a colui che l’ha posseduto.
    Da quando il suo cuor,
    non più libero è di spaziare
    il libercolo non ha più potuto aggiornare!
    Piccolo libercolo,
    che tanti di noi hai intrattenuto,
    con le avventure
    di un giovane ricciuto.
    Ti salutiamo
    e ti rendiamo omaggio
    con la speranza
    che presto
    tu possa far ritorno.
    E rivolgendoci,
    al giovane paredes,
    diciamo in coro,
    aggiorna presto
    e soddisfa
    le nostre attese!

    vedo già insulti all’orizzonte……

  5. oh d&g, (da oggi ti soprannominero’ DANTE scureggiante)
    alla fine del tuo post mi ci scappava quasi un moccolo
    poi mi son detto:
    via ci sta’ male un son cose che si dicono
    pero’ puttanaccia la miseria schifosa
    falla finita di tira’ la coca e veni’ a scrive cazzate!!!

    cmq:
    quando ho letto la poesia
    mi son detto: “mamma mia!”
    io paredes te lo giuro
    piu’ di qui nn mi censuro!!!
    oh del grande maledetto
    io cosi’ nn vo’ piu’ a letto
    sei un poeta da strapazzo!!!
    fai cagare lo straca§§o!!!
    questa cosa e’ ‘na cagata
    altro che la cioccolata
    se di meglio tu vuoi fare
    il sommo burli de’i ascoltare
    te lo dico con rispetto
    tu la sera sta’ nel letto!!!
    e se la penna ti va’ di usare
    io ti dico: “vaccagare!!!”

  6. non ho nemmno la forza di replicare
    continuo implacabilmente a ridere
    ohi ohi

  7. naturalmente ero io

  8. Maremma ciua….
    Ripiglio il computer or ora e mi trovo davanti questo popò di disastro….

    Passi per la dipartita di Alessio….
    Passi un pò meno la dipartita di Bogdan Kurt Angle
    Passi ancor meno la dipartita di Big Lucianone…

    Ma zio lupo il DG che abbandona il campo e porta via il pallone no eh!

    Ma che farnetica il sommo poeta….abbandona il libercolo?!?!?!?
    Ne voglio sapere di più…

    Comunque il moccolo mi sarebbe scappato anche a me eh!!!….

  9. vedo già insulti all’orizzonte……
    ———————————

    Tra l’altro oltre ad essere un sommo poeta è anche un sommo profeta!

  10. O ragazzi non esagerate via…ricordatevi che dovete sentirvi responsabili!

    Poi vedi Orestino che non capisci un cacchio: nell’opera si cita il fatto che io stavo abbandonando il libercolo e non il DG!

  11. Riccardo said:
    O ragazzi non esagerate via…ricordatevi che dovete sentirvi responsabili!

    hai ragione se no qui…
    …e’ roba da rutti!!!
    iolai

    cmq mi prendo un oscar!!! 😉

  12. Io tengo il Burli!!

  13. Mammamia però… se ci penso mi viene tristezza… due dei miei miti se ne vanno così…mi immagino la musichetta di mai dire goal sotto le mie parole…

  14. ero io…eccheccazz…

  15. ma sète tutti sonati???

  16. oppps ero io!!!

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