Oggi in ufficio ho comprato un paio di scarpe da ginnastica da Sergio: sono di marca e le ho pagate 20 euro. Mi è sembrato un buon affare, tanto che ho cominciato a pensare a tutti quelli coinvolti nella loro produzione che devono aver guadagnato qualcosa su questi soldi; sicuramente mi scordo qualcuno, ma almeno questi mi sono venuti in mente:
– l’addetto alla cucitura delle scarpe
– quello che infila le stringhe nelle scarpe
– quello che trasporta i materiali delle scarpe
– quello che trasporta le scarpe al centro commerciale
– quello che mette le scarpe negli scaffali del centro commerciale
– il cassiere del centro commerciale
– quello che trasporta il cartone della scatola
– l’addetto alla produzione del cartone
– quello che annaffia l’albero dal cui tronco viene prodotto il cartone
– l’addetto alla stampa delle etichette
– Sergio (le aveva pagate 15 euro)
Tolti i 5 euro per Sergio, restano 15 euro per 10 persone, che quindi in media si prendono 1.5 euro. Ne ho tratto due conclusioni:
– Annaffiare l’albero delle scatole di cartone per scarpe non è il mio sogno.
– Sergio è uno strozzino.
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ma lo sai che poi Gilda si preoccupa quando legge questi post…
pensa che tu ti faccia le canne…
ma si può sapere che marca è?…..come fanno a costare solo 20 euro…. e cmq ti mancano parecchi passaggi della produzione, visto che si tratta nella gran parte dei casi di una manovia.
manovia a casa mia vol di: fassi le s&ghe!!!
cmq…
la mossa di ripostare e ripostare per nascondere le effettive cause del
momentaneo crollo del brodolog (cause che tra l’altro sono ancora ben visibili nell’altro post) e’ quantomeno geniale!!!
ma mi pare una PROSOPOPEA
tant’e’
ma arriviamo al punto
dopo il corvo ciro
il professor luciano
la maGGica superchicchen
eccoci allo strozzino sergio!!!
che bella banda per costruire un aereo eh!!! 😀 😀 😀
l’hanno assemblata a sorte???
nemmeno quello che infila le stringhe nelle scarpe dev’essere un bel lavoro!!!
senza tralasciare la monovia sia chiaro dennis!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😉
😀 😀 😀 😀 😀
ma che marca sono???
dunque dunque
gentili lettori, care lettrici,
mi trovo costretta a intervenire, poichè costipata mentalmente, passatemi questa catacresi*, dai continui interventi del sig. Burli.
Ritengo oppportuno quindi rendere noto a tutti, che costui pur disponendo di un linguaccio oggettivamente limitato, le parole più lunghe che conosce sono pleistescion e manovia, si cimenta in discussioni fuori dalla sua portata.
E’ con sommo rammarico pertanto, che vengo a riprendere l’ uso inappropriato della parola PROSOPOPEA.
Ecco infatti che in italiano con la parola PROSOPOPEA si intende quella figura retorica con la quale si attribuiscono qualità o azioni umane ad animali, oggetti, o concetti astratti.
un esempio: BURLI = GENIO
è chiaro che in questo caso all ‘animale Burli è stato attribuito una qualità umana quale la genialità.
Nel tentativo di fare chiarezza in questo mondo pieno di millantatori**, mi sono permessa di disturbarvi con questo mio piccolo intervento.
Poichè, questa mattina, ripetuti smasmi accompagnati da colpi di tosse mi hanno inaspettatamente colpito, mi dirigo dal medico a farmi auscultare***.
Cordiali Saluti.
caju
*La catacrèsi (dal greco katáchrēsis, «abuso», derivato da katachráomai, «io adopero») o abusio è una figura retorica ormai normalizzata, impiegata per designare qualcosa per cui la lingua non offre un termine specifico. Si tratta soprattutto di antiche metafore e metonimie non più avvertite come tali
** chi ha atteggiamenti boriosi e vanagloriosi; fanfarone, smargiasso; che, chi fa ricorso a menzogne iperboliche, o a clamorose esagerazioni
***ascoltare con l’orecchio o con appositi strumenti i fenomeni sonori degli organi interni per formulare una diagnosi
– l’addetto alla produzione del cartone
….secondo me l’addetto alla produzione del cartone lo conosci bene…perchè poi mi sa che è quello che te lo vende anche….io l’ho sempre detto…lascia perde gli acidi che ti fanno male….
Lasciando perdere i consueti commenti che mi danno del tossicodipendente…
a burli volevo dire che le persone che ha citato sono tra le più serie dello staff, figuriamoci le altre!!!
Si evidenzia, peraltro, l’erudito intervento di Caju, che, mi azzerderei a dire, ha impiegato due ore della sua giornata per sciorinare cotanta sapienza 😉
le scarpe, a mio avviso, sono orende 🙂
questi post modificati in corsa mi destabilizzano.
beh per 20 euri ci si può stare….anche se l’incognita è quanto dureranno?
a prima occhiata nn mi danno molta affidabilità.
le scarpe, a mio avviso, sono orende
questi post modificati in corsa mi destabilizzano.
Quoto! ahahahahahahahahahahahahahahahahah
Per rivalutare il post avresti dovuto mettere come minimo un paio di figure retoriche….che ne so…una bella onomatopea e anche un ossimoro qua e la!
Ciao pippone!
ora io so che si puo’ scrivere sia
oBiettivo che
oBBiettivo
che differenze intercorrono tra i 2 termini se ci sono
e qual’e’ il piu’ corretto da usare???
sempre che ce ne sia uno corretto???
caju scherzo; questa roba nn e’ per te!!!
nn capisci un ca§§o di nulla figuriamoci di italiano!!!
a te peredes invece lo chiedo
attendiamo il responso come davanti all’oracolo di delPHi
dai su
sii celere
allora: secondo il noto classicista Parenti sia “obiettivo” che “obbiettivo” sono corretti anche se obiettivo è di gran lunga il più utilizzato e sicuramente il piu’ elegante.
E qui concludo