Emisfero sud?

Ma quanto distano Italia e Germania? A giudicare dal clima di questi giorni sembrerebbero alle antipodi: oggi pioggia e vento tutto il giorno, anche adesso, mentre al telegiornale mostrano le temperature record in Italia. Ho acceso nuovamente il riscaldamento, troppo fredda la casa al rientro, e penso che tra due giorni avrei potuto essere in Italia…alla fine ho eliminato una settimana di ferie, tre mi parevano uno spreco, ma almeno potrò rientrare anche a fine Settembre, quando Alessio si sposa…d’altra parte il lavoro è rientrato, anche troppo, e non passo più i tardi pomeriggi in biblioteca.

Lo so che di tutto questo non vi importa una mazza, so bene che godrete nel sapere che stasera mentre lottavo contro il vento in bicicletta la bottiglia di vino mi si è infilata tra le ruote, imbarazzante dejavù, so bene che gioirete nell’immaginarvi che la bici si impunta e quasi mi sbalza in avanti, mentre un vile tedesco mi dice “Kaputt!” con un sorriso a 38 denti…lo so questo, ma non posso scrivere solo di queste bazzecole quotidiane, anche perchè la bottiglia non si è rotta, e me la bevo alla faccia di quel passante che non vedrà il sole per un altro mese.

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10 Comments

  1. Buone vacanze Ciro, sei er mejo…(vedi commento su post precedente)

  2. c’è da dire che le tue imbarazzanti storielline non mancano mai…

    per il meteo, facciamo così, nelle due settimane che vieni in Italia,
    io vengo in Germania, e ti tengo pulito l’appartamento…

    …qua si sta a scioglie….

  3. Ahhh che bello vivere a 20m dal mare a disegnare lander lunari con una dolce brezza che si infila tra finestra e porta e che nel passaggio lascia il tipico odore di mare…
    😛

    Alla facciaccia del nord Europa puzzone!;)

  4. PS quando vai in Ita?
    PPS ma che Alessio si sposa? P*****i?
    PPPS hai voglia di passare di qua nel tuo soggiorno?

  5. Con grande acume vado a dedurre che il clima di Cannes è leggermente migliore di quello di Brema…
    per rispondere a Luca:
    io torno il 2 e rimango fino al 16, mi piacerebbe venire a trovarti anche se ho a disposizione solo due weekend…mo vedo!
    L’ Alessio che si sposa è il nostro egregio collega di ingegneria, come da te supposto.

  6. Ma belin, augurissimi a lui quando lo senti! con chi?

    Per il resto…dai che ci stai a fare tutto il tempo a Lucca…un bel giretto in Costa Azzurra é quel che ci vuole per ritemprarsi prima di tornare al polo…
    se vuoi puoi passare pure infrasettimanalmente…

  7. Allora ci passi da queste parti? Dato che non so la tua email, ed il tuo cell italiano l’ho perso da tempo (la mia sim italiana é morta nel 2005, ed una seconda e morta quest’anno), ti scrivo qua, sperando che i commenti ti siano trasmessi all’email.
    Ciao ed a presto

  8. So che non si dovrebbe spammare, ma se clickate qui e ci date un voto (anche se non vi piace la foto :P), ci fate vincere, cioé fate vincere Katia….cioé dato ceh si vince una borsa per macchian fotografica mi fate risparmiare qualche euro, per cui vinco anch’io! ;)…sempre che in periodo di estate ci sia qualcuno ceh legge sto blog….grazie mille comunque! 🙂

    http://www.missnumerique.com/concours-photo/?id=1992

  9. non si si crede 😀

    [b]A New York c’è un nome italiano che non può passare inosservato alle decine di migliaia di viaggiatori che ogni giorno si affrettano a salire e scendere dagli aerei che collegano la metropoli americana al resto del mondo: Fiorello La Guardia. Ricorre quest’anno – il 20 settembre – il sessantesimo anniversario della sua morte.

    Quale miglior simbolo per le diverse etnie che ogni giorni si incrociano nello scalo newyorchese, di un figlio di emigranti, che fece della battaglia a favore dei nuovi arrivati un vessillo della sua vita politica e non solo? Un italico che ha conquistato un posto incancellabile nella memoria e nel cuore di una delle più del mondo, ossia New York. Oggi milioni di persone transitano presso l’aeroporto La Guardia e probabilmente poco e nulla sanno di colui al quale questo nome appartenne.

    Nato nel 1882 nel Bronx di New York da padre italiano (di Cerignola, in provincia di Foggia) e madre di origini ungheresi e di religione ebraica, Fiorello Enrico La Guardia, crebbe però in Arizona, a Prescott, e da lì iniziò la sua carriera diplomatica al servizio del governo americano, cosa che gli avrebbe dato popolarità e lo avrebbe portato a girare il mondo. Fece poi rientro a New York e lì iniziò ad occuparsi di prevenzione dei crimini contro i bambini, dopodichè si dedicò agli immigrati che sbarcavano ad Ellis Island, lavorando come traduttore dall’Yiddish, italiano, ebraico ed ungherese. In seguito La Guardia divenne Procuratore Generale ed infine membro del Congresso statunitense, in rappresentanza dell’enclave italo-americano di Harlem.

    Uno stop nella sua attività politica nell’organo legislativo fu posta dalla prima guerra mondiale, durante la quale trascorse anni in Europa al servizio della Army Air Service, antesignana dell’US Air Force. Al rientro dal conflitto mondiale, La Guardia, venne rieletto nel 1922 al Congresso, e riprese la sua attività a favore degli immigrati, cosa che lo rese vieppiù popolare tra le vaste fasce immigrate della città di New York, ma non fu la sua sola battaglia. Nel 1933 venne eletto sindaco di New York (e quindi confermato per altri due mandati consecutivi). Come primo cittadino della ‘Grande Mela’, La Guardia si rese protagonista di una strenua opposizione alla corruzione dilagante nella macchina politica allora controllata dai democratici, e contro la criminalità organizzata, esprimendo tutta la sua avversione contro l’atteggiamento comune di considerare gli italo-americani come unici responsabili del fenomeno in quanto esportatori di mafia. Fu lui ad ordinare l’arresto del boss mafioso “Lucky” Luciano dichiarando in diretta radiofonica: “E’ ora di buttare i rifiuti fuori dalla città”. Altro provvedimento contro un italo-americano come lui che pero’ aveva scelto di stare dall’altra parte della barricata, fu quando La Guardia fece confiscare le slot machine di Frank Costello e le fece distruggere davanti ai fotografi.

    Perché il suo nome fu associato a quello di un aeroporto? Si narra che una volta dopo aver acquistato un biglietto aereo per New York vide che in esso vi stava scritto Newark, NJ, e allora fece dirigere l’aereo verso l’aerostazione di Floyd Bennet a Brooklyn. Fu questo episodio che lo convinse dell’ assoluta necessità per New York di avere il suo aeroporto passeggeri, cosa che si realizzò nel 1939 quando venne inaugurato il New York Municipal Airport. Mentre il Sindaco pronunciava il discorso ufficiale, un velivolo si librava in aria disegnando nel cielo la scritta “Chiamatelo La Guardia”. E cosi’ fu.[/b]

  10. C’é nessuno ceh ha voglia di darmi una mano in un contuccio sollecitazioni in una trave….beh per la veritá sono 6…il problema non é semplicissimo, lo posto sul mio blog, se qualcuno se la sente di darmi una mano … liberissimo! 🙂

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