La gita ad Oslo – Seconda parte

Giovedì: Seguendo i rigidi tempi scanditi da Dominik, l’ assonnato gruppo si riversa per le vie di Oslo, dove già molti norvegesi sventolano fieri le loro bandiere. Lo svedese Tobias sapeva di quanto era sentita la Festa Nazionale in Norvegia ed astutamente aveva fatto coincidere la nostra gita con questo evento. Seguiamo quindi il flusso di gente, fino ad arrivare in prossimità del Palazzo Reale, dal cui balcone il re (un tale Harald V) saluta il popolo insieme al resto della famiglia.

La piazza principale di Oslo

La famiglia reale dal balcone

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Resi i nostri omaggi al re, ci dirigiamo verso la zona del porto, sormontata da una piccola collina su cui un’antica fortezza è rimasta quasi intatta. Ci arrampichiamo lassù, da dove è possibile avere una panoramica su tutta l’area del porto. Visitiamo brevemente anche un museo della resistenza, dove apprendiamo che la Norvegia, considerata una zona strategica dai nazisti, venne invasa da 450.000 uomini. (Tobias si domanda come Dominik possa prendere questa informazione)

La fortezza in alto a sinistra e la “Jewel of the Seas” di fronte ad essa

Vista dall’alto del porto

Ritornati al lungomare, ci fermiamo per bere qualcosa in un posto alla moda: investiamo parte dello stipendio in birre, mentre al tavolo vicino giovani rampolli ingiacchettati banchettano con vino e spumante. Attirano un pò la nostra invidia, se non che, dopo il conto, saldato in parte in contanti e in parte con carta di credito, estraggono un’altra bottiglia di vino da un sacchetto di plastica e bevono clandestinamente a garganella…

Dopo la sosta in ostello, ripartiamo alla ricerca di un locale decente. Tobias, che nel frattempo ha acquistato una scatoletta di bustine di tabacco da tenere sotto il labbro, viene fermato da una quindicenne, che in un lampo sottrae due bustine mettendole contemporaneamente in bocca. “Mai provato con due insieme!”, esclama l’esterrefatto svedese. Lasciata la nicotinomane, finiamo in un posto definito “adatto alla agente della nostra età”, tale “Onkel Donald”. Ma in realtà è solo un bar elegante (ricorda un pò il Caffè delle Mura) e così ci ritiriamo ben prima che il sole si affacci nuovamente.

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5 Comments

  1. Ciao Ricca,
    veramente discreti i ragazzi che tiano fuori una bottiglia portata da casa… la prossima volta puoi farlo anche te 🙂

  2. onkel in noevegese nn vuol mica dire Mc???

    il castello di che epoca e’???
    almeno indicativamente il secolo giu’!!!

    cmq per essere una capitale il giorno della festa nazionale mi pare parecchio vòta o no?
    boh
    citta’ di mmer…

  3. l’urlo?!! io voglio sapere se hai visto l’urlo!!!!
    Ora capisco come mai Munch dipingeva quella roba li….visto in che città deprimente stava!!

  4. Saluti a Marcello!
    Il castello…so na mazza!
    Comunque gente a giro ce n’era (vedi foto aerea porto).
    Ad Orestino dico che l’urlo non l’ho visto (come andare a Roma e non vedere il Colosseo, lo so…)

    Via, ora si va tifare Italia (anche se con le maglie rossonere)

    Ciao!

  5. ma che bel gruppetto!!
    bellini davvero

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