A chi non é capitato di aprire il cassetto della biancheria e meravigliarsi del disordine che vi regna? Calzini spaiati, parti di pigiami mescolate a t-shirts, mutande ovunque …ma com’é possibile? In fondo avevate messo in ordine solo un mese fa: i calzini a destra suddivisi in lunghi e corti, i pigiami ben ripiegati al centro insieme alle canotte, a sinistra le mutande distribuite per intonazione…ed ora? vi chiederete: cosa ho fatto o non ho fatto per provocare questo caos in così poco tempo? Sono terribilmente disordinato? Beh no, non é colpa vostra: é semplicemente l’effetto del secondo principio della termodinamica.
Il secondo principio della termodinamica ha diverse formulazioni ma la più affascinante é questa: il grado di disordine, o entropia, di un sistema isolato tende sempre, in maniera naturale, ad aumentare. Per riottenere l’ordine iniziale si deve compiere lavoro, ovvero impiegare una certa dose di energia. Ad esempio, é estremamente facile rompere un piatto in mille pezzi, ma il processo contrario, passare dal disordine dei frammenti all’ordine del pezzo unico, richiede un notevole sforzo. Esattamente come per il cassetto della biancheria: per rimettere le cose in ordine dobbiamo dedicare un’oretta a piegare e sistemare gli indumenti. Il secondo principio della termodinamica é una legge fondamentale della fisica, non si puó metterla in discussione dando la propria opinione. Non é nemmeno un teorema, qualcosa che si possa dimostrare. E´ cosí che funziona il mondo, e basta.
Facciamo un esperimento teorico: prendiamo 10.000 giovani e mettiamoli in una cittá appena costruita. Diamo loro una casa e lo stesso capitale iniziale, diciamo 50.000 €, in modo che tutti abbiano le stesse potenzialitá. Chi vuole studiare all´Universitá, studia. Chi vuole andare in vacanza, ci va. Chi preferisce trovarsi un lavoro subito, puó farlo. Ognuno ha la possibilitá di seguire le proprie inclinazioni senza limitazioni dovute a fattori esterni, come ad esempio la mancanza di soldi.
Dopo quindici anni torniamo nella cittá: che possibilitá ci sono che i 10.000 non più tanto giovani abbiano tutti il medesimo patrimonio? Nessuna. Ce lo dice il secondo principio della termodinamica. Il disordine del sistema é implacabilmente aumentato ed, ebbene sí, si é creata disuguaglianza sociale. C’é chi ha investito in maniera profittevole ed adesso ha molto più dei 50.000 € iniziali. C’é chi ha cambiato auto dieci volte ed adesso ha qualche problema a pagare le bollette. Uno ha addirittura vinto alla lotteria ed é milionario. Qualche povero diavolo ha dovuto vendere la casetta assegnatagli all’inizio e adesso paga l’affitto ad un altro, che ha passato i quindici anni a risparmiare senza uscire di casa. Scenario terribile? No, solo conseguenza di una legge della fisica.
Ma ecco che l´autore dell´esperimento giudica questa situazione profondamente ingiusta: comincia ad applicare tasse sovra-proporzionali per i più abbienti e stabilisce aliquote esentasse per i meno facoltosi. Con i ricavi dalle tasse fa costruire alloggi e li offre per un affitto minimo a chi non riusciva a pagare le bollette. Intanto la popolazione aumenta: l’autore misericordioso destina i pochi posti disponibili negli asili pubblici a chi ha almeno un genitore disoccupato, mentre le altre famiglie devono pagare un asilo privato. Si adopera in nome di un principio per cui le differenze devono essere minimizzate. In parole povere, sta spendendo lavoro (od energia) per tentare di riequilibrare un sistema che per sua natura tende allo squilibrio.
Ogni anno escono statistiche secondo le quali i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La morale comune dice che dobbiamo scandalizzarci, non tenendo conto che questa disuguaglianza é scritta nel DNA dell’universo, cosí come la costante di gravitazione universale, la velocitá della luce ed il caos nei vostri cassetti.