Il nome del mittente sulla lettera non lasciava spazio a dubbi: era il mio padrone di casa, e chiaramente mi inviava il “Nebenkostenabrechnung”, ovvero il conto di quanto dovevo versargli perchè le spese generali (gas, acqua, spazzatura, ascensore, ecc..) durante il 2008 avevano ecceduto quanto già pagato mensilmente con l’affitto. La cifra, sebbene inferiore all’anno prima, era comunque tale da farmi sospettare un “errore”, soprattutto per quanto riguardava la voce “riscaldamento”, e l’unico modo per accertarmene era quello di confrontare i miei costi con quelli di un altro condomino.
Il giorno dopo mi trovo dunque sotto casa, i fogli in mano ed un certo imbarazzo latente per il fatto di dover approcciare uno sconosciuto (in tre anni ho conosciuto solo quello del piano di sopra, perché il suo cane abbaiava alle 4 di notte ed ero esasperato, tanto che stavo per comprare un fischietto ad ultrasuoni). Mi guardo dunque in giro incerto, finché vedo arrivare un tipo sulla cinquantina con un pallone in mano. Questo aspetto un po’ infantile mi da’ coraggio e quindi decido di abbordarlo. Gli spiego il mio problema e, per quanto un po’ freddamente, mi invita a casa sua per il giorno dopo, verso le 6.
All’indomani, dopo lavoro, suono al campanello del tizio col pallone, ma non ricevo risposta. Sto lì ad aspettare in maniera un po’ ridicola, con i biscotti in mano che ho portato per migliorare lo stereotipo dell’italiano medio, ed anche per mostrare riconoscenza. Nessuno mi apre, quindi decido di andare a fare la spesa. Ritorno al campanello e riprovo, senza fortuna. Me ne vado inveendo contro lo stereotipo del tedesco medio, e con in mente la frase di una vecchia pubblicità: “Ah ragazzi’, mo te lo foro ‘sto pallone”…
Mah+bah…
…sto aspettando il finale thriller.
tutti s’aspetta il finale triller
per riempirti di insulti!!!