Il pilota cagionevole

Fin dalla prenotazione, il biglietto che avevo fatto con Lufthansa per rientrare una settimana in Italia si preannunciava sfortunato. Avrei voluto partire di venerdi’ sera dopo il lavoro, ma al momento della prenotazione avevo sbagliato la data, e quindi, un po’ insolitamente, ero stato costretto a partire di sabato pomeriggio. Ma se per il viaggio di andata la colpa era soltanto mia, quello che e’ successo al ritorno non rientra tra le mie gaffes…

“Il volo Monaco-Brema e’ cancellato”, mi ha detto domenica pomeriggio l’operatore del “Galileo Galilei”, cosi’, senza un vero perche’. Mi sono imbarcato lo stesso per Monaco e nel frattempo ho ricevuto un SMS che mi invitava a chiamare un numero non verde Lufthansa: ho speso 20 euro per prenotarmi un posto sul primo volo del lunedi’ mattina. Giunto a Monaco, mi sono rivolto all’assistenza per avere un hotel, ma il tipo pacioccone mi ha chiesto “Vuole andare subito ad Amburgo? Poi ci dovrebbe essere un taxi che la porta a Brema.” Ho accettato volentieri e due ore piu’ tardi, ormai le 23:00, ho raggiunto finalmente il Nord della Germania.

Recuperato il bagaglio, ho cercato qualcuno con un cartello del tipo “Taxi gratis per Brema”, ma non c’era traccia. Ho girovagato per l’aeroporto, con la valigia, il computer a tracolla e lo zaino pieno di biscotti, ma era tutto chiuso e semideserto: un tizio aveva appena finito di pulire il pavimento e mi guardava storto perche’ nel mio pellegrinare stavo sporcando di nuovo. Ormai volevo tornare a Brema ad ogni costo, cosi’ ho deciso di andare da un tassista qualunque, stimando il prezzo del tragitto in 100 euro e sperando che un giorno me li avrebbero rimborsati. Per uscire sono entrato in una grande porta girevole e all’improvviso l’ho vista: un’assistente in uniforme Lufthansa e’ entrata dall’altra parte della porta e teneva in mano una cartellina. Volevo assalirla immediatamente ma un vetro ci divideva e quindi ho dovuto completare 360 gradi prima di chiederle aiuto: con mio grande sollievo ha trovato il mio nome sulla lista e mi ha indicato un taxi all’esterno, con cui sono partito alla volta di Brema insieme ad altri 3 passeggeri. “A me hanno detto che il copilota era malato”, ha commentato amaramente uno di essi.

Prima il porto di Amburgo prima e poi la campagna della Bassa Sassonia sono scorsi veloci alla mia destra. All’una, un’ora e mezzo e 190 euro di tassametro dopo, abbiamo raggiunto l’aeroporto di Brema. Un altro taxi, le scale e finalmente la porta di casa, che, come speravo, non era chiusa a chiave…

9 Comments

  1. Niente in confronto alle mirabolanti imprese di Diego Dini lungo la tratta Londra – Pisa via Parigi….principiante…

  2. sei andato via una settimana ed hai lasciato la porta di casa aperta?
    sticazzi! sicura Brama!

  3. beh sempre meglio delle corse a londra!!!
    TUBO NERO DI MERDA!!!
    maledetto McCurry (si chiamava cosi???) e i suoi folletti saltellanti!!!
    no no no no no no no no no no no no

  4. Entra Burli….entra…..
    http://farm1.static.flickr.com/180/422591165_b689d9dd74.jpg
    Paul McCarthy ignurant1!

  5. Riccà si nu fenomeno!!!

  6. siiii
    McCarthy!!!!!!!
    no no no no no no no no no no ….

    bada la’ chi si rivede!!!
    il corvo!!!
    bentornato oh

  7. Della chiave non avete capito niente. ma un fa nulla…

  8. Riccardo // Jul 25, 2008 at 6:18 pm
    Della chiave non avete capito niente. ma un fa nulla…
    ——————
    ovvero…c’era Sandra che mi aspettava e mi son fatto una gran trombata..

  9. oh Tore… che scurrilità!!!
    io l’avevo interpretata in maniera un po’ più romantica…..
    🙂

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *