Che ce sei venuto a

“Come mai state assumendo così tanti ingegneri italiani?”, chiesi il primo giorno al responsabile delle risorse umane.
“Perchè la cultura italiana è impareggiabile, da secoli”, questo, più o meno, mi attendevo come risposta.
“Perchè gli ingegneri tedeschi sono completamente assorbiti dal mercato interno, quelli francesi sono assunti direttamente da Airbus e quelli inglesi troverebbero troppo basso il salario. Ah, e poi perchè la scuola italiana non è male”. La risposta reale mi lasciò un leggero amaro in bocca e non mi azzardai a fare altre domande.

Ma cosa sono venuti a fare a Brema una buona decina di italiani? Per meglio dire, in cosa consiste il loro lavoro? Cercherò di spiegarlo nella maniera più semplice e meno noiosa possibile. Innanzitutto prendiamo parte al progetto dell’A400M, un velivolo militare che verso il 2010 dovrà essere in grado di trasportare truppe e mezzi, facilitare l’evacuazione in caso di bisogno e fornire supporto medico sul campo. Essendo stata già disegnata la struttura principale, si tratta ora di inserirvi gli impianti fondamentali, come ad esempio i cavi elettrici, che vengono passati dalla coda verso il naso del velivolo. Il nostro compito consiste nel disporre e disegnare elementi adatti a fissare questi cavi alla fusoliera, come quello che ho riportato nella figura in basso a sinistra. Ripetivo? Si narra che nessuno sia in grado di occuparsi di questo per più di un anno e mezzo senza impazzire, tanto che nessuno del team supera gli otto mesi di esperienza  nel campo. Ma è pur sempre un inizio, ed intanto vado fiero del mio badge con il cordino “Airbus”: in fondo l’ho pagato solo un euro e mezzo…

13 Comments

  1. Forse dopo tanto tempo vi aspettavate qualcosa di meglio, ma intanto sapete cosa sono venuto a fare quassu’…

  2. effettivamente…però allo stesso tempo interessante si svela qualche arcano sul tuo lavoro e bravo.via bravo

  3. ma sara’ l’ora che tu aggiorniiiiiiiiii
    AGGIORNAAAAAAAAAAAAA!!!


    ???


    ah oddio scusa
    mmmmmmm
    non m’ero accorto
    :):):):):)

    beh che dire…
    la risposta che ti aspettavi era un sogno!!!
    per il resto facendo 2 conti…
    ti rivediamo tra 5 mesetti???
    o tra 15???
    ahahahahahaha
    vabbeh via speriamo che ti piaccia ‘sto lavoro!!!

    ps: era l’ora che tu aggiornassi 😉

  4. Ma non sono cose segrete? Ora ti frego il pezzo e lo uso qui all’ESA! 😉 Anche qui ci sono cavi da passare ovunque un buon 5% del peso di un satellite é dovuto ai cablaggi (o harness che fa piú figo detto in inglese).

    Beh ragassuoli io me ne torno in giú tra n po’…per chi puó interessare ció!
    Il mio lavoro qui é finito ho acquisito esperienza, ho fatto i miei 3 progetti ed ora posso dedicarmi a pulire le case alla gente…o le strade…

  5. Beh dai… sempre meglio che sciare, mettere marker, ridigitalizzare…
    Ottimo il badge che hai… qui alla navionics, ne forniscono anonimi… bianchi… squallidissimi!

  6. Ma anche il mio era squalidissimo: il cordino me lo sono dovuto comprare…

    Ciao Luca, non credo che siano cose segretissime, comunque quel disegno era sul mio computer, non l’ho esportato di nascosto.

  7. Se me lo dicevi s’andava alla mesticheria sul Castracani o al Brico e s compravano du chiodacci mezzi arrugginiti e ci si fermavino i fili… occorreva andà e Brema io caio?!

  8. s’e’ per quello potevi anco fa’ come mèggaive e attaccalli con le sciangomme!!!

    io caio!!!

    ricca ma le foto t’arrivano???

  9. io lai, per ora mi sono arrive 3-4 fotine, ce n’hai dellaltre?

  10. ma dai!!Il cordino certo te lo potevano anche regalare!!!!!
    Che tirchi!!!!

  11. mmm…no Imma….il fatto è che non lavoro all’Airbus, ma lavoro PER Airbus, il che è molto diverso….

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