{"id":161,"date":"2021-04-17T21:02:26","date_gmt":"2021-04-17T20:02:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.riccardoparenti.it\/?p=161"},"modified":"2021-05-23T12:52:57","modified_gmt":"2021-05-23T11:52:57","slug":"le-capre-di-fez","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.riccardoparenti.it\/?p=161","title":{"rendered":"Le capre di Fez"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"p1\">Il turista che varca le porte della Medina di Fez senza l\u2019ausilio di una guida locale sa che per raggiungere la sua destinazione, sia essa una piazza, una moschea o un ristorante, dovr\u00e0 orientarsi in un dedalo di 9000 vicoli. E sa anche che non potr\u00e0 contare n\u00e9 su cartelli stradali n\u00e9 tantomeno sull\u2019aiuto dei locali, in particolare bambini, che anzi tenderebbero a sviarlo ancora di pi\u00f9, cosicch\u00e9, ormai totalmente smarrito e sfiduciato, possa tornare ad implorarli di accompagnarlo in cambio di qualche soldo. Perch\u00e9 la Medina \u00e9 una citt\u00e0 araba vecchia di 1200 anni, un grande unico bazar dove tutto ha un prezzo, seppur contrattabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p1\">Ed \u00e9 qui che ci aggiriamo io e Sonja, la mattina spesa a seguire i passi di una guida dall\u2019andamento ciondolante, provata dal periodo di Ramadan iniziato da pochi giorni. Dopo averci mostrato qualche punto di interesse e condotto da tutti i suoi amici venditori di pellame, tessuti, ceramiche e tappeti berberi,<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp; <\/span>l\u2019apatico Cicerone si \u00e8 dileguato con il compenso in tasca e quindi adesso possiamo contare solo sul nostro senso di orientamento e sul<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp; <\/span>segnale alterno del GPS.<br>Decidiamo per\u00f2 di allontanarci dalla tenaglia dei venditori assillanti ed usciamo dalla Medina, per raggiungere in circa venti minuti a piedi una collina appena fuori, su cui sorgono delle rovine. Da l\u00e0 ci godiamo una bella vista sull\u2019antica citt\u00e0 di Fez, il paesaggio brullo tutto intorno e, soprattutto, un po\u2019 di tranquillit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p1\">Decidiamo quindi di rientrare in citt\u00e0 , ma, anzich\u00e9 passare dalla strada asfaltata da cui siamo venuti, prendiamo un sentiero un po\u2019 scosceso che scende dalla collina inaridita e pare puntare dritto alla Medina. Scendiamo con attenzione, cercando di non scivolare sui sassi, ma ad un certo punto ci troviamo bloccati perch\u00e9 il sentiero termina con un crepaccio. Rimaniamo incerti sul da farsi, finch\u00e9 non udiamo delle urla in arabo: c\u2019\u00e8 un vecchio seduto sul tetto di un edificio diroccato dall\u2019altro lato del crepaccio che ci sta dando indicazioni su come aggirare l\u2019ostacolo. Alquanto perplessi seguiamo i suoi gesti e risaliamo un po\u2019 la collina, fino a trovare una scala che ci conduce pi\u00f9 in basso verso una strada. Da qui decidiamo ancora una volta di tagliare direttamente verso la citt\u00e0, attraversiamo la strada e superiamo un arco in pietra.<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p1\">Ci ritroviamo in un cimitero abbandonato da secoli, con piccoli sentieri tracciati tra le tombe ormai in rovina e radi cespugli. Vediamo la citt\u00e0 poco pi\u00f9 in basso, ma non ci \u00e9 subito chiaro quale sia il percorso giusto. Mentre ci orientiamo, da dietro un muro crollato, a circa venti metri, compare una capra nera che ci fissa. \u201cBellina!\u201d dice Sonja. Ma qualcosa scatta nella logica dell\u2019animale, che emette un verso di guerra e si lancia a testa bassa nella nostra direzione. Ci voltiamo e cominciamo a correre nella direzione opposta. Nonostante i sandali Sonja va via leggera tra rocce e lapidi mentre io la seguo mantenendo un\u2019eroica posizione tra lei e l\u2019ovino infuriato. Corriamo senza meta, dietro di noi un verso a met\u00e0 tra un grugnito ed un belato. Mi volto e vedo che la capra, molto pi\u00f9 a suo agio su quel tipo di terreno, \u00e9 a pochi metri di distanza. Mi rendo conto che lo scontro \u00e8 ormai inevitabile e rallento, preparandomi al contrattacco.<br>E proprio a quel punto si alza di nuovo la voce del vecchio, che ha seguito tutta la scena dalla sua posizione sul tetto dell\u00b4edificio diroccato. Stavolta per\u00f2 non si rivolge a noi, ma alla sua capra agguerrita, che riconosce la voce del padrone e si arresta, blandita. Lo ringraziamo con un cenno e proseguiamo con passo accelerato per il sentiero che avevamo imboccato durante la fuga. Per il nostro sollievo, dopo una lieve curva il viottolo si tuffa tra le prime case. Entriamo in citt\u00e0 al tramonto, in tempo per vedere i suoi devoti abitanti che, appena finito il Ramadan, si affrettano a procurarsi del cibo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il turista che varca le porte della Medina di Fez senza l\u2019ausilio di una guida locale sa che per raggiungere la sua destinazione, sia essa una piazza, una moschea o un ristorante, dovr\u00e0 orientarsi in un dedalo di 9000 vicoli. 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