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Gita a Stoccolma

Stoccolma non ha un grande patrimonio artistico ma merita sicuramente di essere visitata. Con la Ryanair si arriva a Skavsta, un aeroporto molto trafficato in mezzo alle boscaglie, e da li’ si raggiunge in bus il centro, in circa 80 minuti. Elegante e forse un tantino fredda, il bello di Stoccolma non è certamente dentro un museo od un duomo, ma nelle vie del centro e negli specchi d’acqua. Per questo è meglio visitarla in piena estate…


Nonostante gli sforzi profusi per trovare un albergo decente, l’entrata (a destra) ricorda vagamente quella di un garage…


Tra gli sport, la Svezia non eccelle solo nell’Hockey su ghiaccio


Stoccolma si sviluppa su una dozzina di isole, collegate da metropolitana e traghetti

Chi va a Stoccolma è obbligato a passare dal “Vasa Museum”: questo galeone affondo’ durante il suo primo viaggio dopo venti minuti di navigazione, verso il 1620. Dopo 330 anni è stato ripescato e restaurato.


Trovare qualcosa di buono da mangiare non è stato sempre facile, anche se le penne non mancano mai


Il parco/zoo di Skansen è una delle principali attrazioni turistiche di Stoccolma: in esso vengono riprodotte le condizioni di vita svedesi nel 1800 e sono presenti animali tipici della Scandinavia


Stoccolma si conferma una città brillante anche per i piu’ giovani


Saldare il conto dell’albergo ha richiesto un po’ di tempo: ogni banconota ha un valore di circa 2 euro

La saga del Nebenkostenabrechnung - Parte 3

La mattina dopo mentre porto via la spazzatura sento un fischio. Pur non essendo un cane mi volto: è il vicino che mi invita a salire. Dal terrazzo mi chiede come mai il giorno prima non ero passato. Protesto borbottando, poi vado in casa a prendere i fogli ed il pacchetto di biscotti.
Il vicino mi accoglie nel suo appartamento piccolo ma curato, mi dice di aspettare un secondo e si lancia a passo veloce contro uno specchio. Non vedendolo schiantarsi realizzo che si tratta di una porta incorniciata su quattro lati, e lo aspetto seduto finchè non torna con un raccoglitore enorme.

Esco dall’appartamento con due certezze: pago la corrente del garage senza avere un garage; pago il quadruplo di riscaldamento. Mentre mi preparo mentalmente per la telefonata al padrone di casa, l’occhio mi cade su una nota per il calcolo della spazzatura: persone x mesi = 24, totale: 110 euro. Sfoglio i conti degli anni passati ed è chiaro che ho sempre pagato il doppio di quanto dovevo.

Parte la telefonata a casa: dopo l’amichevole saluto “Non c’è niente da discutere su questi costi!”, esterno i miei reclami ed ottengo i risultati in tabella:

- copia dei costi energetici
- cancellazione della voce “corrente garage”
- mille scuse per non aver dichiarato che la casa veniva occupata da una persona sola e promessa di avvertire subito l’ente monezzario bremese.

La questione sarebbe per me chiusa se alla sera qualcuno non mi facesse notare che solo un pirla accetterebbe di pagare ancora una volta il doppio per la spazzatura. Mi trovo quindi costretto a scegliere tra le due opzioni in tabella:

-opzione “paladino della giustizia”: grande litigata per cinquanta euro, onore salvo ma rapporti rovinati con il padrone di casa, prospettiva di sanzioni tipo: aumento della mensilità, sequestro della caparra, sfratto immediato.
- opzione “uovo molle”: per cinquanta euro lasciam perdere, figura del pirla confermata.

Ci penso due giorni e prendo la decisione.

La saga del Nebenkostenabrechnung - Parte 2

Il nome del mittente sulla lettera non lasciava spazio a dubbi: era il mio padrone di casa, e chiaramente mi inviava il “Nebenkostenabrechnung”, ovvero il conto di quanto dovevo versargli perchè le spese generali (gas, acqua, spazzatura, ascensore, ecc..) durante il 2008 avevano ecceduto quanto già pagato mensilmente con l’affitto. La cifra, sebbene inferiore all’anno prima, era comunque tale da farmi sospettare un “errore”, soprattutto per quanto riguardava la voce “riscaldamento”, e l’unico modo per accertarmene era quello di confrontare i miei costi con quelli di un altro condomino.

Il giorno dopo mi trovo dunque sotto casa, i fogli in mano ed un certo imbarazzo latente per il fatto di dover approcciare uno sconosciuto (in tre anni ho conosciuto solo quello del piano di sopra, perché il suo cane abbaiava alle 4 di notte ed ero esasperato, tanto che stavo per comprare un fischietto ad ultrasuoni). Mi guardo dunque in giro incerto, finché vedo arrivare un tipo sulla cinquantina con un pallone in mano. Questo aspetto un po’ infantile mi da’ coraggio e quindi  decido di abbordarlo. Gli spiego il mio problema e, per quanto un po’ freddamente, mi invita a casa sua per il giorno dopo, verso le 6.

All’indomani, dopo lavoro, suono al campanello del tizio col pallone, ma non ricevo risposta. Sto lì ad aspettare in maniera un po’ ridicola, con i biscotti in mano che ho portato per migliorare lo stereotipo dell’italiano medio, ed anche per mostrare riconoscenza. Nessuno mi apre, quindi decido di andare a fare la spesa. Ritorno al campanello e riprovo, senza fortuna. Me ne vado inveendo contro lo stereotipo del tedesco medio, e con in mente la frase di una vecchia pubblicità: “Ah ragazzi’, mo te lo foro ’sto pallone”…

La saga del Nebenkostenabrechnung - Parte 1

Esistono vari effetti generati dalla corrispondenza che si riceve. Se ad esempio si trova nella cassetta delle lettere un opuscolo pubblicitario, quasi sempre lo si getta nel cestino scocciati, raramente ci si reca nell’attivita’ commerciale reclamizzata. Se si tratta di una cartolina, dopo essersene rallegrati si procede all’archiviazione e ce ne si dimentica.

L’ultima lettera che ho ricevuto ha generato una certa agitazione nell’apertura ed un moto di rabbia nella lettura. Poi mi sono seduto a meditare sulle possibili contromosse. Ne ho individuate alcune veramente temibili, ed e’ perciò che sto suonando a questo campanello, con il contenuto della lettera in una mano ed un pacco di “Tenerezze” del Mulino Bianco nell’altra.