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Un giorno a Gottinga

E’ ormai diventata una pratica bimensile, quella di passare un weekend a Gottinga, a casa dei “genitori in legge”, come si direbbe in inglese…Se siete curiosi di sapere come si svolge una tipica giornata in casa della famiglia di Sandra leggete sotto.

ore 8:00 - Riccardo dorme come un bambinello nel comodo letto a mezza piazza

ore 8:30 - Riccardo riceve il primo richiamo telefonico per partecipare alla colazione ufficiale delle 9:00, ma si gira dall’altra parte (o meglio ruota di 180° su se stesso, come una porchetta)

ore 9:30 - Riccardo riceve il secondo richiamo telefonico per la colazione-condono

ore 9:35 - Riccardo raggiunge il bagno al piano di sotto con movenze tipo “Mission Impossible”, onde evitare di farsi vedere spettinato dagli altri componenti della famiglia

ore 9:45 - Riccardo esce tirato a lucido dal bagno, pronto ad affrontare la giornata

ore 9:50 - Riccardo si presenta imbarazzato e costernato di fronte ai membri della giur…della famiglia e esclama “Guten Morgen!”, come se fosse pieno di energie

ore 9:51 - Riccardo respinge con il ginocchio gli attacchi del cane-orso Linus che vuole salutarlo, riportando solo poche strisce bavose sui Jeans

ore 10-10:30 - Riccardo approfitta della abbondante colazione tedesca,con panini, formaggi, salumi, uova, respingendo gli attacchi furtivi del gatto Lukas

ore 10:35 - Riccardo, ristorato dalla colazione, riesce a completare la prima frase sensata in tedesco

ore 10:45 - Riccardo e’ costretto a partecipare a “Sarabanda”: il padre Peter mette su un disco di musica classica e chiede di cosa si tratta. Riccardo non ne ha la pallida idea, e quando gli dicono che era Puccini vorrebbe andare a giocare con il gatto o con il cane

ore 11:00 - Peter tiene una conferenza dal titolo “L’influenza culturale tedesca nell’arte rinascimentale toscana”. Attendono il cane Linus, il gatto Lukas e Riccardo

ore 11:15 - Il gatto Lukas abbandona la conferenza

ore 12:30 - Riccardo si lancia in una nuova frase in tedesco ma si impappina verso la fine e accarezza il cane

ore 13:00 - La famiglia riunita inizia a pranzare

ore 13:01 - Riccardo svuota il bicchiere di vino rosso prima di tutti e nota gli sguardi perplessi dei commensali

ore 13:30 - Riccardo cerca di partecipare alla conversazione a tavola, piazzando qua e la’ qualche sorrisino e qualche “Ja, ja!”

ore 14:00 - Dopo il vino rosso, il vino bianco e quello rose’, Riccardo degusta due tipi di grappe aromatiche ed infine scaccia il gatto Lukas alitandogli contro

ore 14:30 - Peter tiene il seminario: “La numismatica moderna: tecniche di acquisizione”. Attendono Riccardo ed il cane Linus

ore 14:35 - Linus sgancia una loffa terrificante e si addormenta

ore 16:00 - La famiglia si riunisce per la tradizionale torta con caffe’, il cane Linus fa capire che aspira ad una porzione

ore 16:05 - Riccardo cerca di fare il simpatico buttando la’ qualche frase in italiano, ma non ottiene i risultati sperati e quindi ordina al cane Linus di stare giu’

ore 16:30 - Riccardo riesce a contrabbandare una pennichella e si prepara al comizio

ore 17:00 - Peter tiene un comizio su Berlusconi

ore 18:00 - Sandra propone di andare al cinema e subito accetta

ore 18:05 - ore 18:30 Riccardo aspetta che Sandra sia pronta e non sa dove andare a posizionarsi nell’attesa, per cui sale e scende continuamente le scale

ore 18:30 - Sandra e Riccardo partono alla volta del cinema (30 Km di strada)

ore 19:30 - Il film inizia

ore 19:31 - Riccardo non riesce piu’ a seguire la trama

ore 19:31-21:30 - Sandra doppia il film nella versione “tedesco semplificato per non udenti e non vedenti”

ore 21:30 - Il film finisce tra lo stupore ( e la gioia) di Riccardo

ore 22:30 - Riccardo e Sandra arrivano a casa dopo altri 30 Km. Riccardo trova Peter ancora sveglio che lo aspetta per l’approfondimento serale

ore 22:30 - Peter tiene un approfondimento sul tema “Paralleli socio-culturali tra nazismo e fascismo”.  Attende Riccardo.

ore 0:30 - Con un moto di orgoglio Riccardo porta a termine la seconda frase in tedesco della giornata

ore 0:45 - Riccardo va al bagno e, rispettando la segnaletica, decide mettersi seduto e di non provare il tiro dalla distanza

ore 0.53 - Riccardo va a letto e sa che ha 7 ore e 37 minuti di sonno.

La farfalla di Alessio

Anche a voi piace pensare alla presenza dell’effetto farfalla nella vostra vita? Mi riferisco a quei piccoli avvenimenti, in principio apparentemente irrilevanti, che dimostrano in seguito di causare enormi conseguenze e di deviare il corso della vita.
Ogni tanto, ma oggi in particolare, penso a quello (finora) piu’ potente…

Lucca, Ottobre 2005
Come ogni sabato sera siamo riuniti sul piazzale vicino alla casa di Daniele e ci apprestiamo a far partire la serata: prima un salto in citta’, poi vediamo, in base all’ispirazione. Mentre scambiamo due parole ecco arrivare Alessio: di solito ci da la buonanotte e poi rientra in casa. Anche quella sera lo fara’, ma non prima di lanciare un sassolino nello stagno: “Sai Riccardo, all’Universita’ una societa’ tedesca sta cercando persone.”

Oggi sono passati esattamente tre anni dal mio arrivo in Germania.  Di certo quasi tutte le mie abitudini sono cambiate da allora. L’entusiasmo del primo anno, dovuto alla novita’ assoluta, e’ gia’ sfumato in una lieve, ma pur sempre presente, e talvolta persino piacevole, sensazione di monotonia.

Non avrei mai immaginato di restare cosi’ tanto, ne’ so quando rientrero’.

La promessa mantenuta

Ricordo che ti stavo conducendo, la mia mano destra chiusa sulla tua sinistra. Non sempre era stato così: l’avevo già lasciata quella mano, sentivo il bisogno di un cambiamento , ma poi l’avevo stretta ancora più forte e le nostre vite erano scivolate insieme ancora più veloci . Mentre procedevamo non ti guardavo fissa negli occhi, troppo intento sui nostri orizzonti , perchè sapevo che altre insidie si sarebbero presentate.
Ricordo che di tanto in tanto avvertivo il tuo sguardo posato sul mio profilo, ed una volta non seppi resistere: mi voltai di scatto ed incontrai i tuoi occhi grigio-blu. Avrei voluto contemplarti solo per un secondo, ma non ne fui capace: sentii il bisogno di avvicinarmi e prometterti con un sussurro: “Voglio restare sempre con te”.
Nel pronunciare queste parole provai una sconosciuta sensazione di liberazione e leggerezza, nella quale mi sarei lasciato cullare per un tempo indefinito, sospeso nel tempo e nello spazio. Ma l’espressione di orrore che si propagò sul tuo volto mi riportò alla gravità della realtà, e capii che tutto era finito.

L’ultima cosa che ricordo  è il rumore delle lamiere della nostra macchina che si piegano prima su se stesse e poi su di noi, ed ebbi il tempo di realizzare che quella promessa eterna l’avevo mantenuta in un istante.