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Fantarogna ed altro

Ecco che mi riaccingo a rispolverare un po’ queste pagine stantie del libercolo dopo una lunga pausa dovuta in parte a scarsa ispirazione e in parte al nuovo black out internet.

Vorrei subito rispondere a quelli che ormai da settimane si stanno domandando: ma come sta andando il campionato di fantacalcio? Non benissimo direi…a giudicare dalla classifica:

Ma, si sa, l’analisi della sola classifica sarebbe troppo superficiale…per questo è stato creato da Antonio, gestore del sito Fantabrema e curatore dei dati, uno strumento complessissimo detto “Sfigometro”. E’ lui stesso a spiegarne il meccanismo:

“a seguito di alcune richieste ho elaborato un modello statistico per calcolare chi tra noi ha avuto piu’ fortuna o sfortuna al fantacalcio e di quanto. Ho preso il numero di punti realizzato da ciascuno di noi (totale), normalizzato rispetto all’intervallo min-max di punti totali e l’ho confrontato con lo stesso indice applicato pero’ ai punti in classifica.Il risultato vuol dire che se i due indici sono uguali o quasi, fortuna e sfortuna si sono equilibrate, se sono diversi, una delle due ha prevalso.”

Se vi siete persi nella spiegazione (come me), non importa. Quello che è importante è il risultato:

Come si nota la fortuna non ci ha arriso, ma ci rifaremo, non temete miei cari tifosi…

Per il resto, da segnalare la visita dei genitori a Brema, evento sempre lieto. Mentre Gilda lavava puliva stirava, Stefano si prodigava nel riparare la ruota forata della bicicletta di Sandra, ferma da mesi sotto casa mia in attesa di un intervento. Intervento che è riuscito alla fine, peccato che due giorni dopo un ladro svogliato si sia portato via la bicicletta…beh, sempre meglio di una macchina!

I cinque minuti

All’inizio dei cinque minuti rimani senza fiato, senza pensieri, senza emozioni.
All’inizio dei cinque minuti la macchina che Sandra ti ha prestato è, semplicemente, sparita dal parcheggio.

Durante i cinque minuti capisci come uno spazio vuoto puo’ colpirti e farti male.
Durante i cinque minuti una marea di pensieri si genera senza che tu voglia formularli: pensi a come giustificarti, alla sua reazione, a come faccio ora a tornare a casa, ai tuoi risparmi svaniti in un secondo.

Alla fine dei cinque minuti Sergio ti dice bonariamente: “Vieni, andiamo a chiamare la polizia”.
Alla fine dei cinque minuti Sergio esclama: “Ma aspetta! Qua dietro c’e’ un altro parcheggio simile!”.
E ti senti meravigliosamente pirla!