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Secondo Trattato Filantropico: De Felicitate

Cari lettori avvolti nell’oscurita’, probabilmente il 95% di voi risponderebbe senza esitare “Si!” alla domanda “Sei felice?”. Tralasciando quelli che mentono deliberatamente, voglio rivolgermi agli altri, quelli che credono di essere felici.

Innanzitutto occorre definire precisamente di cosa stiamo parlando:

Definizione : dicesi felicita’ una condizione, duratura e consapevole,  per cui l’individuo e’ soggetto a stimoli esterni che riconosce come neutri o positivi, essendo completamente assente ogni stimolo di natura negativa.

Come si puo’ notare, il fatto che la felicita’ debba essere una condizione consapevole esclude a priori tutto il periodo dell’infanzia: e’ infatti errato definire un bambino felice solo perche’ e’ all’oscuro di cosa e’ bene e cosa e’ male. Del resto, provate a chiedere ad un bambino di 3 anni se e’ felice: al massimo vi rispondera’ con una pernacchia.
Ma la condizione deve anche essere duratura, e questo esclude le gioie momentanee, anche se incontenibili, come la nascita di un bambino, il giorno del matrimonio, un goal ai mondiali e via dicendo.

In base alla definizione, chi puo’ dirsi felice, miei biasimevoli lettori? Evidentemente, soltanto colui il quale si trova in una sorta di equilibrio costante, senza fastidi di alcuna sorta ma anche senza anelito alcuno, senza desiderio di migliorare la propria condizione. L’uomo felice è come un pesce nella boccia che crede di essere libero. Ne segue inevitabilmente il

Lemma filantropico sulla felicità : l’uomo savio non può essere felice.

Caro lettore che tenti di diradare le tenebre che avvolgono la tua esistenza, non posso essere certo che queste mie parole abbiano raggiunto l’obiettivo preposto, ma se cosi’ fosse, allora avrai già compreso la triste verità: mai sei stato felice, nè mai lo sarai.

Scemi da un matrimonio

E così anche la mia amata sorellina è convolata a giuste nozze con il buon Marco…tutto molto bello, ma non mi soffermo sui dettagli di come è andato il matrimonio, per quello ci sono ore di filmini e migliaia di fotografie. Vado invece ad analizzare le prestazioni di alcuni degli invitati e dei protagonisti principali.

Sara, voto 10: fa tutto quello che le è richiesto (sposarsi senza frignare molto, intrattenere gli invitati, ecc…) ed anche di più (vedi il balletto dedicato allo sposo e l’album dei foto-ricordi). Auguri!

Marco, voto 9: anche lui impeccabile nel suo ruolo, si presta agli scherzi e balla fino in fondo coinvolgendo un po’ tutti. Finisce a corto di ossigeno ma non certo di C2H6O. Auguri al cognato a tutti gli effetti!

Ditta Caju & Daniele, voto 8: per tutta la serata si danno da fare a mettere in pratica gli scherzi sapientemente architettati nei giorni precedenti e non si scoraggiano di fronte a reticenti comparse.

Nicole, voto 7: dopo una squalifica di circa due anni, la ritroviamo in grande forma, bicchiere in mano e senza scarpe. Peccato solo che non riesca nel “salto alla nappa” (sport che consiste nel tentare di colpire di testa la nappa pendente di un  lampadario).

Orestino, voto 6.5: inizia in sordina, appare distaccato. Ma poi lo ritrovi in pista con gli occhi semichiusi, la cravatta tirata all’indietro e il diadema da Miss Italia, e capisci che non ha smarrito la classe di un tempo.

Federico, voto 6: è sempre al centro dell’azione e come al solito punta in alto. Manca pero’ il guizzo finale.

Burli, voto 5: anche lui non demeriterebbe, ma sul giudizio pesano le frustate a tradimento con la cravatta che mi ha rifilato.

Diego, voto 4: il trucco da prestigiatore con la cravatta di Burli meriterebbe ben altro…ma il voto è legato al racconto del suo viaggio di ritorno da Londra: il primo uomo (che conosco) ad attraversare la Manica in treno.

Riccardo (cioè me), voto 2: si presenta con cravatta blu con quadratini su gessato nero. Osserva suo padre con cravatta grigia su completo blu e non capisce. Realizza che le cravatte sono state scambiate solo all’indomani, rievocando la scena al negozio. Obbrobrio estetico consegnato ai posteri.

Stefano (cioè mio padre), voto 1: vedi sopra, con l’aggravante di aver tentato anche lo scambio di giacche prima della Messa.

Sandra, voto 6.5: Come a S. Silvestro, le vengono a mancare le cibarie vegetariane promessele, ma non demorde e si rifa’ con Cuba Libre e Spumante. Avrebbe il merito di riconoscere istantanemante l’inghippo cravatte, ma non viene ascoltata e i risultati si vedono. Predica nel deserto.

Chiarina, voto 6: sequestra l’album dei foto-ricordi e stressa un po’ con la macchina fotografica…ma alla fine fornisce una buona prestazione nel balletto delle “Spice Girls dei poveracci”.

Quell’uomo con la voce tipo megafono, che era anche al matrimonio di Caju, voto 7: non lo conosco, ma faceva ridere.

DJ Montoja, voto 9: fa ballare grandi e piccini fino alle 2. Viene da chiedersi cosa potrebbe fare se non gli si incantasse sempre il mangianastri. Intramontabile.