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Ora lo posso dire…

…che l’Italia ha giocato quasi sempre male, non ha segnato un goal su azione decente, nonostante tentassi goffamente di difenderla
…che le soddisfazioni calcistiche dei rumeni si basano sugli insuccessi altrui
…che non cambierei la vittoria di un mondiale con la vittoria di 3 europei
…che… Donadoni a casa!
…che i tedeschi due anni fa hanno rosicato tantissimo, tanto che si mandano le e-mail a catena di S. Antonio ed in fondo scrivono “Se non la spedisci ad altre 10 persone diventi italiano!”
…che nel derby di mercoledi’ prossimo tifo Germania lo stesso

Speranze e batoste

Ero partito speranzoso e con la bandierina tricolore attaccata alla bicicletta; son tornato abbacchiato, con il mal di gola e la bandierina in tasca. Almeno, la tonsillite che oggi mi ha costretto a casa (ma già vengo accusato di codardia!) mi ha evitato i commenti dell’altra metà dell’ufficio, quella rumena. Perchè è ovvio, se perdono la Grecia od anche la Spagna, nessuno ne gioisce…ma se perde l’Italia un bel “What’s happened??” a 32 denti non me lo toglie nessuno. Romania prossimo avversario, oltretutto…non oso pensare alle conseguenze di un altro flop…

Inutile parlare della partita di ieri, tutti hanno visto quello che è successo. E’ mancato anche il goal della bandiera, che ci avrebbe fatto saltare dalle sedie del “Camarillo”, proprio là dove esultammo alla rete di Grosso, due anni fa…bei tempi, ma ancora non è detto che non ritornino.

Calcio d’inizio

Già pagare un euro per vedere una partita in piazza mi sembra strano. Se poi considero che probabilmente sono l’unico ad averne pagati due…beh allora tifare Polonia mi veniva proprio dal cuore. Ma va bene anche così, si sono divertiti questi tedeschi con le loro bandierine e le loro canzoncine, pensano di essere forti a vincere 2-0 contro una squadra del Subbuteo…ed alla fine sarebbe bellissimo poter aver un’altra Italia-Germania.

Ma questo può accadere soltanto in finale e l’Italia deve ancora esordire. Poche ore ormai alla prima partita…speriamo in bene: sulla maglia azzurra c’è una stella in più da onorare.

Pista di blocco

In questi giorni sono più tranquillo: ho scoperto di vivere nella citta’ piu’ sicura del mondo. Non puo’ essere che cosi’. Brema deve essere la citta’ piu’ sicura del mondo se si impiegano 8 poliziotti per un posto di blocco. Oddio, non ci sarebbe niente di strano in un posto di blocco con 8 poliziotti al confine tra Colombia e Venezuela. Ma i criminali in questione non sono spietati narcotrafficanti, ma assonnati ciclisti.

Una mattina di Maggio, ore 7:45. Il sole e’ gia’ alto abbastanza da entrare con forza dentro casa. Scendo a prendere la bicicletta ed inizio il tragitto verso il lavoro, che normalmente richiede 25 minuti. L’aria e’ ancora fresca e andrebbe ad irritare i miei occhi se non fosse per gli occhiali da sole un po’ tamarri che indosso. La prima parte del tragitto e’ piacevole: la pista ciclabile si snoda sotto un filare di alberi, con le macchine alla destra ed il fiume che scorre placido alla mia sinistra. Poco prima del ponte la pista si restringe ed occorre fare attenzione ai ciclisti provenienti nel senso opposto. Questa volta trovo anche una camionetta “Polizei” ed una poliziotta che mi si para davanti facendo cenno di fermarmi. Accanto a lei altri poliziotti formano una specie di rete in cui finiscono come pesci tutti gli altri ciclisti che, come me, viaggiano contromano.
Come al solito tento la carta dello straniero; lei inizia una tiritera tipo: “In Germania è proibito pedalare sul lato sinistro della strada…rischi una multa…bla bla bla…”. Annuisco capendo che si tratta di una specie di campagna sociale, e che per questa volta l’ho passata liscia; mi allontano mestamente con la bicicletta sotto braccio, mentre i ciclisti provenienti in senso opposto sfrecciano e mi guardano soddisfatti.
Penso che la Germania è un posto dove la legge e le regole vengono sempre rispettate. Penso alle risorse che si impiegano per una cosa apparentemente poco importante come il transito in bicicletta.
Penso anche alla mia bicicletta rubata con facilità disarmante.