“I magliari” è un film comico del ‘60: parla di un gruppo di napoletani e romani che cercano di far fortuna emigrando nel Nord della Germania, vendendo stoffe sia ad Amburgo che ad Hannover.
Un pò prima delle vacanze di Natale fu stabilito un ritrovo a Napoli di tutti gli italiani che lavorano e vivono a Brema, e date le analogie con il film, venne subito denominato “il raduno magliaro”.
Alle ore 14:00 del 27 dicembre 2007 sbarco dunque fiero alla stazione di Napoli Centrale, concentratissimo nel voler evitare il classico “pacco”. Ma, forse a causa della mia espressione astuta, raggiungo indisturbato l’uscita, dove Mimmo già mi aspetta con il suo motorino. Un saluto e poi pronti al via: slalom tra il traffico, zona pedonale, multa. La Guardia di Finanza è inflessibile e non cede alle nostre scuse, tipo “Io vengo in visita da Lucca”, o “Lavoriamo in Germania!”. Stabilito questo record di multa precoce, Mimmo mi conduce per tutto il giorno lungo le strade di Napoli: visito la zona di Posillipo e Marechiaro, la strada della Mergellina e poi i quartieri tipici della città, i presepi di S.Gregorio Armeno, la chiesa di S.Gennaro e Napoli Sotterranea. In giro non c’è immondizia e chiedo lumi a Mimmo. “A Napoli centro la tolgono sempre, è nei comuni vicini che si accumula”, risponde. E infatti più tardi, lungo la strada per Villaricca, vedrò che aveva ragione.
Il trattamento che Mimmo mi ha riservato è completo: oltre alla visita guidata prevede anche vitto ed alloggio. Verso le otto mi conduce a casa sua, dove sua madre ha preparato una cena pantagruelica: antipasto con mozzarellona, poi lasagne e agnello con patate. E’ tutto ottimo, ma a stento riesco a finire le porzioni abbondanti. La vista di ulteriori gamberoni alla griglia mi sgomenta un po’, ignaro che ancora mi aspettano i dolci tipici natalizi di Napoli, gli “stuffoli” e i “Rococò”. Assaggio un pò di tutto ed al momento del caffè arrivano Ciro e la moglie Valentina. Usciamo con loro in macchina verso il centro di Napoli, dove incontriamo anche Christian e Carmine, che ha abbandonato definitivamente la Germania ed appare felice. Ciro mi istiga ad ingozzarmi con un cornetto alla crema e fragoline, io obbedisco rischiando il tracollo. Dopo una bevuta in un locale del centro mi viene offerta una vista aerea di Napoli dalla zona di S.Martino: sono ormai le 1 e 30, ed i miei amici napoletani si compiacciono della innaturale tranquillità della loro città. Torniamo quindi verso casa di Mimmo, ed io non posso esimermi dall’appisolarmi sul sedile posteriore della Punto di Ciro…
La mattina seguente comincia con la classica sfogliatella più cappuccino e quindi, sempre in sella al motorino di Mimmo, vengo condotto al centro. Facciamo una strada diversa che mi permette di notare un’incredibile sopraelevata, costruita a sessanta metri di altezza appena sopra i tetti dei condomini ed i cui enormi pilastri sembrano schivare per miracolo gli edifici. Incontriamo per caso Alessio e Monia, giunti da Roma per il raduno magliaro, e la loro guida Gabriele, autoctono. Insieme prendiamo “il caffè del Professore”, il tipico espresso napoletano con aggiunta di crema alla nocciola. Ci raggiunge anche Agostino da Avellino (un ex-collega, non un filosofo) ed andiamo al ristorante scelto per il pranzo, “I Re di Napoli”, dove troviamo tutti gli altri: Antonio, Alessandro con moglie, Salvatore con ragazza, Marco con moto e più tardi un secondo Antonio. Per me è d’obbligo la pizza con mozzarella di bufala, o meglio pizza con bufala, visto che in realtà è con provola…ma non sottilizzo e, consigliato da Mimmo, mi butto su un soufflè alla cioccolata. Usciamo da tavola alle 4 e mezzo, ed io già scalpito perchè ho paura di perdere il treno per Firenze. Saluto tutti velocemente, poi Mimmo mi riaccompagna alla stazione, dove aspetterò quasi due ore, visto che il treno è in ritardo.
Alle undici e mezzo la stazione di Lucca è desolata e scorgo facilmente mio padre che aspetta. Sono stanchissimo, ma contento di aver partecipato al raduno magliaro.
Tags: Senza Categoria by Riccardo
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